Cultura

Bastarde di Francia. Con l’aggiunta di sovrani, cardinali, moschettieri e soldati della guardia reale

I destini di due donne coraggiose e indomabili nel racconto, in bilico fra realtà e fantasia, proposto da Alessandra Giovanile e Virna Mejetta


12/07/2021

di VALENTINA ZIRPOLI


Un romanzo d’esordio ambientato nella Francia guidata da Luigi XIII e dal cardinale Richelieu, interpretato da due giovani donne a loro volta alle prese con aneliti di ribellione, in quanto cercano di non piegarsi a chi le vorrebbe pedine di una partita deviante giocata da altri per interessi di Stato. Il titolo? Ruvido quanto basta: Bastarde di Francia. La figlia del Cardinale (Piemme, pagg. 688, euro 19,50). Un canovaccio che si rifà ad aneliti di libertà, quando la libertà sembrava un bene a disposizione di pochi; anzi, di pochissimi. Benché nell’aria… 
A dare voce a questa storia, in bilico fra realtà e fantasia, Alessandra Giovanile (prima guida dal 2011 del blog ricettedicultura.com, oltre che collaboratrice di alcuni web magazine) e Virna Mejetta (attiva in uno studio di architettura e collaboratrice di riviste di interior design, oltre che fondatrice di un’agenzia di location). Una storia peraltro scritta a distanza, nel senso che mentre Alessandra teneva banco in Italia, Virna - che attualmente vive e lavora a Barcellona - si trovava in Colombia. “Con un oceano e sette ore di fuso orario a separarci, con le chat quasi continue nelle ore di veglia e con gli incontri nelle stazioni quando entrambe eravamo in Europa”. 
Che altro? “All’inizio ci sarebbe stato uno scambio di caffè colombiano per crostate fatte in casa, poi ci sarebbero stati gli aerei e i viaggi a Parigi, alla ricerca di luoghi che ci potessero ispirare nonostante la città conservi solo piccoli angoli fedeli al Seicento e il costante scontrarsi con luoghi inaccessibili o musei in fase di ristrutturazione”. Perché “un mondo non ha senso se nessuno lo conosce”.   
Fermo restando - aggiungiamo noi - che a unire queste due penne è stato un passaggio di vita in comune: gli studi di Architettura presso il Politecnico di Torino per l’una e di Milano per l’altra. 
D’altra parte, come tengono a precisare le interessate, “scrivere un romanzo è come creare un mondo in cui vivere. E i luoghi, il tempo e i personaggi della storia sono diventati parte di noi”. Grazie anche, o forse soprattutto, “ai nostri compagni di vita e alle figlie che hanno accolto in casa di buon grado questa variopinta folla, imparando a riconoscere ciascuno anche per nomignolo”. 
A tenere la scena la scena iniziale è la tenuta di Meaux, nella Francia del 1630. Con la giovane Madeleine Pidoux, nipote del cardinale Richelieu, primo ministro del Re, a cercare la pace nel suo bosco preferito, sin quando un incontro non le sconvolgerà la vita, mentre i savoiardi faranno saltare un ponte per scongiurare il suo rientro a Parigi. Un momento da lei temuto più di ogni altro, in quanto nella Ville Lumière stanno decidendo del suo destino e la sua vita potrebbe quindi cambiare per sempre. 
L’incontro è quello con due moschettieri giunti di gran carriera dalla capitale con l’ordine di scortarla a casa costi quel che costi, con lei a rendersi conto che l’attesa dell’inevitabile è finita. Un anno prima, Vittorio Amedeo I, erede del ducato di Savoia, si era infatti invaghito della caparbia Madeleine, arrivando a pretendere dal re Louis XIII che la fanciulla rientrasse tra le clausole del trattato di pace tra Francia e Savoia. E ora è tornato a chieder conto di quella richiesta. 
Come da profilo tracciato dalle due autrici, Madeleine è diversa dalla gran parte delle giovani del suo tempo: colta e anticonformista, considera deplorevole il ruolo di favorita, al quale i giochi politici la vorrebbero spingere. E non ha alcuna intenzione di sottomettersi ai voleri di Stato. 
Durante il rocambolesco viaggio di ritorno la nostra protagonista conosce uno dei soldati della guardia reale, Hauteville, tenebroso e sfuggente, deciso a resistere ai suoi capricci, ma ora dopo ora la vicinanza forzata sembra unirli in un legame speciale. Forse anche per questo Madeleine decide di giocare l’unica carta che ha per essere libera: quella dello scandalo. Oltre tutto conosce un segreto del cardinale che, rivelandolo, lo farebbe cadere in disgrazia. 
Sarà a questo punto che la vicenda di Madeleine si intreccerà con quella di un’altra giovane donna, Cécile de La Baume, imprigionata in un forte a scontare l’atto di disobbedienza della sua famiglia al re di Francia. E appunto i destini di queste due donne coraggiose e indomabili daranno voce a una appassionante storia, costruita con la struttura del feuilleton ottocentesco. Capace di riportarci al tempo violento in cui comandavano le spade e solo poche donne ribelli facevano sentire la loro voce. Prima di essere ricondotte al silenzio… 
Che dire: per chi ama una intelligente rivisitazione della Storia da questo romanzo trarrà grande soddisfazione. In quanto le due autrici, forti di una scrittura semplice e al tempo stesso accattivante, riescono a dare vita a luoghi e personaggi che catturano e intrigano, a partire dalla bella Medeleine che con coraggio sa affilare gli artigli e dire no a chi intende decidere per lei. Anche se Richelieu è decisamente molto abile nel “trattare i gatti riottosi”. 
Parimenti Louis muoverà la nostra ragazza alla stregua di una pedina, accompagnandola nei giardini del Louvre, spingendola verso l’alcova che ritiene più conveniente. Perché essere re “significa anche saper guidare i muli”. Mentre un nome sulla bocca di una regina muove a desiderio. E che dire poi delle serve? Sono al corrente - e non è poco - di quel che succede nel letto delle loro padrone. 
Insomma, donne diverse nel ruolo e nelle condizioni. Ma tutte segnate da dubbi, crucci e affanni, fra cuori innamorati e battiti di speranza, mentre Louis XIII e il cardinale Richelieu discutono dei destini di Francia gettando le basi della “Grandeur”…

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