Cultura

Alla scoperta di Barga, borgo tra le montagne della Garfagnana e la piana di Lucca dove soggiornò Pascoli


23/12/2019

di Valentina Zirpoli


Siamo a Barga, un piccolo borgo arroccato tra le montagne della Garfagnana e la piana di Lucca, nel cuore della Media Valle del Serchio, che per la sua importanza storica, artistica, civica e demografica, si fregia del titolo di Città dal 1933. 
Riconosciuto tra “i borghi più belli d’Italia”, Barga e i suoi dintorni furono abitati fin dalla preistoria. Fu quindi feudo della famiglia longobarda dei Rolandinghi e successivamente, attraverso i marchesi di Toscana, fu soggetta all'Impero. Nell'organizzazione amministrativa del Granducato di Toscana Barga fece parte del Distretto fiorentino per passare poi, dopo la restaurazione, alla provincia pisana. 
Con l'annessione al Regno d’Italia iniziò un lento declino economico che portò una considerevole parte della popolazione a emigrare verso il Regno Unito e gli Stati Uniti d'America. Non si trattò un'emigrazione definitiva per molti di loro, poiché, alla fine del XIX secolo, cominciarono a ritornare a Barga, investendo i loro risparmi in terreni e nella costruzione di ville nell'allora immediata periferia cittadina. 
Durante la seconda guerra mondiale, Barga si trovò sulla Linea Gotica, e visse direttamente l'esperienza del fronte. 
Negli ultimi anni il territorio si è industrializzato a valle favorendo un'economia mista, mentre sono diminuiti gli insediamenti più alti che non offrivano concrete possibilità di sviluppo. 
Di recente si sono sviluppate le attività turistiche favorite dalla particolare posizione di Barga, che si trova al centro di una zona di interesse naturalistico e geologico.

Duomo di San Cristoforo 
La chiesa di San Cristoforo, l'edificio religioso più importante di Barga, è stata costruita in tempi diversi. La primitiva costruzione risale a prima dell'anno 1000. 
Negli ampliamenti successivi si evidenziano elementi architettonici e decorativi di suggestiva bellezza che vanno dal romanico al gotico. 
Con la realizzazione delle due cappelle laterali e del coro si completa la costruzione della chiesa. 
Al suo interno si distinguono un pulpito marmoreo di scuola comacina del XIII secolo, la statua lignea di origine medioevale, raffigurante San Cristoforo, pregevoli terrecotte robbiane, ed un crocifisso ligneo del XV secolo di scuola bolognese. 
A ridosso della parate fondale dell'abside, in posizione sopraelevata, si trova l'organo a canne Mascioni opus 1068, costruito nel 1984. Lo strumento è a trasmissione elettrica e possiede una consolle, che dispone di due tastiere di 61 note ciascuna e pedaliera concavo-radiale di 32 note. Il materiale fonico è alloggiato all'interno di un unico corpo con mostra composta da due ali di canne di principale. 
Questo contesto è sovrastato dalla torre campanaria con le antiche campane, fra le quali la piccola è datata 1580; i rintocchi di queste campane ispirarono al poeta Giovanni Pascoli la poesia "L'ora di Barga".


La casa di Giovanni Pascoli 
Casa Pascoli, sita sul Colle di Caprona nella frazione di Castelvecchio Pascoli, fu costruita intorno alla metà del Settecento dalla famiglia Cardosi Carrara come villa di campagna. 
Fu abitazione di Giovanni Pascoli dal 1895 al 1912. 
L'edificio conserva la struttura, gli arredi, la disposizione degli spazi che aveva al momento della morte del poeta; vi sono conservati i suoi libri e i suoi manoscritti. 
Annessa alla villa sorge la cappella dove Pascoli è sepolto. 
Ci sono conservate anche alcune foto del soggiorno del poeta a Messina del periodo immediatamente precedente il terremoto del 1908.


Teatro dei Differenti 
Il Teatro dei Differenti è il principale teatro del comune di Barga. Si trova in pieno centro storico e ospita 286 posti con un'ampia sala e tre ordini di palchi. 
La sua storia inizia nel 1688 quando venne istituita, da venti delle più importanti famiglie barghigiane dell'epoca, un'accademia letteraria con lo scopo di esercitare i giovani nell'arte teatrale. Questa Accademia fu chiamata degli Indifferenti (divenuta poi Differenti) e onorata dalla protezione di Giovan Gastone, settimo e ultimo granduca di Toscana della famiglia Medici. Nel 1792 gli Accademici, poiché ritenevano il vecchio teatro troppo piccolo, decisero di abbatterlo e di costruirne uno nuovo che aprì nel Luglio del 1795. 
Il teatro presenta le caratteristiche tipiche del teatro all'italiana e costituisce un piccolo gioiello anche sotto il profilo dell'acustica. 
Per tutto l'Ottocento e fino agli inizi del Novecento il teatro visse un'intensa attività. 
Dopo alcune alterne vicende, esso riprese un ruolo importante nella vita culturale dell'intera vallata a partire dal 1967 quando, per iniziativa dei coniugi inglesi Peter Hunt e Gillian Armitage, divenne sede di Opera Barga, manifestazione estiva internazionale che ha reso famosa Barga a livello internazionale quale importante centro di produzione lirica e di formazione per giovani musicisti e cantanti lirici. 
Intorno alla metà degli anni settanta si costituì la Società Teatro dei Differenti che, spronata dalla famiglia Marcucci, portò sul palcoscenico una serie di rappresentazioni di prosa di grande successo. Dopo che nel 1982 il teatro venne chiuso perché dichiarato inagibile per motivi di sicurezza, l'Amministrazione Comunale di Barga acquisì la proprietà del Teatro e nel 1985 intraprese i lavori di ristrutturazione e di adeguamento normativo ultimati nel 1998 su progetto dell'architetto G. Caturegli e dell'ingegner M. Molteni. 
Oggi il Teatro dei Differenti è in grado di continuare un'importante tradizione culturale che negli ultimi anni ha portato a interessanti stagioni di prosa e ha dato spazio a tutte le iniziative delle locali realtà artistiche, quali quelle della Scuola di musica (la prima a costituirsi in Toscana nel 1976). 
Anche Giovanni Pascoli era un assiduo frequentatore del teatro e nel 1911, su esortazione di un gruppo di amici Barghigiani, proprio al teatro dei Differenti, il poeta tenne un discorso a beneficio dei soldati italiani impegnati nella guerra italo-turca; il discorso passerà alla storia col titolo “La grande Proletaria s'è mossa”.


La casa della Befana 
Non solo Giovanni Pascoli. Barga e i suoi dintorni sono dimora di un’altra celebre “figura” tutta italiana. 
Una vecchina rattrappita dagli acciacchi dell'età e dal freddo, con pochi denti, il volto grinzoso e un naso molto prominente a enfatizzarne la vecchiaia e la poca beltà. E’ questo l’aspetto della Befana, una donna molto anziana che vola su una scopa per fare visita ai bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio e riempire le calze lasciate appese sul camino di dolciumi, caramelle, frutta secca o piccoli giocattoli, ma anche di carbone e aglio. 
La Befana è una figura folcloristica legata alle festività natalizie, tipica di alcune regioni italiane e diffusasi poi in tutta la Penisola, meno conosciuta nel resto del mondo, la cui origine è probabilmente connessa a un insieme di riti propiziatori pagani che risalgono al X-VI secolo a.C. Giusto quindi pensare che l’anziana signora viva proprio nel nostro Paese. Ma dove? 
La casa della Befana si trova proprio a pochi chilometri da Barga e per la precisione a Pegnana. 
In uno splendido bosco di castagni le cui foglie, in autunno, assumono favolosi colori dorati, rossastri e marroni, c’è una piccola casina in legno con una porticina e un paio di finestre, raggiungibile per mezzo di un sentiero. E’ questa la casa delle Befana.


Fonti: 
www.comune.barga.lu.it 
www.artcache.it

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