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Alex Zanardi prima di tutto e di tutti. Poi le cose meno serie: Ue, Mes, debito italiano...

Intanto nella simpatica famiglia europea ci sono quattro staterelli frugali a mettere i bastoni fra le ruote di una difficile quanto possibile ripresa


22/06/2020

di Sandro Vacchi


Alex Zanardi prima di tutto e di tutti. All'uomo più coraggioso d'Italia, e forse del mondo, i più caldi auguri del nostro giornale. Forza, campionissimo! 
E adesso le cose meno serie: l'Unione Europea, il Mes, il debito italiano, lo strozzinaggio della madre-matrigna europea... Ah, anche gli Strazi Generali di Sua Vanità il presidente del Coniglio Giuseppe Conte, l'uomo convinto di ruggire all'Europa mentre al massimo bela, ma proprio quando è arrabbiato. 
Nella simpatica famiglia europea c'è un quartetto di Stati definiti, o meglio sedicenti, frugali. Sono Austria, Danimarca, Olanda e Svezia, i quattro moschettieri del Re, e indovinate chi è: comincia con Germ... Bravi, indovinato! Pensare che era difficile, non lo immaginerebbe nessuno. 
Questi frugali considerano noi italiani (e spagnoli, portoghesi, greci) delle insopportabili cicale sciupone. Frugali non significa poveri, perché i suddetti moschettieri non lo sono affatto, ma vuol dire risparmiatori, attenti ai soldi, un po' di braccino corto. Perciò, a loro insindacabile giudizio, noi non lo saremmo, pronti a goderci la vita, il sole, il mare e le belle turiste, tedesche in testa. Anche per questo i “tognini” non ci sopportano. 
Lo dicano agli ex dipendenti della Fiat fuggita in Olanda, agli “esodati” della ministra frignante Elsa Fornero, ai familiari delle centinaia di suicidi in nome dell'austerità targata Mario Monti, agli artigiani e partite Iva vittime non defunte del Corona Virus, ai pensionati da seicento euro al mese, e si sentiranno mandare non al Bel Paese, ma a quel paese. Per dirla educatamente. 
Il giovane premier austriaco Sebastian Kurz, di centro-destra, dice: «Perché dovremmo dare soldi all'Italia, che poi li spreca in bonus vacanze?». Ha dimenticato il bonus monopattino, il bonus migranti, il bonus reddito di cittadinanza... E ha una ragione sacrosanta. Le disposizioni del governo più demenziale della storia repubblicana, ma anche monarchica, non possono che sbalordire qualsiasi persona di buonsenso, frugale o sciupona che sia. 
Sulla frugalità, però, ci lascino stare. Nei mesi della pandemia i depositi in banca degli italiani sono aumentati di 107 miliardi, portando il totale dei risparmi a 1.648 miliardi: una montagna più alta del Monte Rosa, mentre il debito pubblico è intorno ai 2.500 miliardi, e qui siamo sul Monte Bianco. 
I “frugali”, le formiche risparmiatrici, se lo sognano un risparmio privato come il nostro, che è semplicemente il più alto del mondo. Tradotto: nessuno risparmia più degli italiani, pur taglieggiati da tasse che decapitano i redditi, da una burocrazia sadica ed elefantiaca, da una “giustizia” da Repubblica Centrafricana. 
Questi cugini invidiosi si domandano, apparentemente con una certa ragione: perché dovremmo prestare soldi agli italiani, che hanno in banca, in azioni, in fondi comuni eccetera, più risparmi di noi? Risposta: perché noi diamo ogni anno all'Europa 12.250 miliardi ma ne riceviamo 9.795 in aiuti. Che cosa stiamo a fare in questo club di snob senza scrupoli se, quando abbiamo bisogno, per esempio a causa del virus, gli aiuti ci vengono negati? E si vede, allora, che non siete troppo “frugali”, se noi, ridotti come siamo, riusciamo a mettere da parte più di voi. 
Invece che cosa facciamo? Andiamo a Bruxelles con il cappello in mano, ne torniamo con la coda fra le gambe, ma facciamo finta che sia stato un gran successo. Italiani, miliardi di qua, miliardi di là, andate tranquilli in vacanza e fidatevi di noi. «Abbiamo aperto all'impossibile il panorama della nostra mente, allargato all'impensabile il piano della nostra azione», si è autoincensato Conte al termine degli Strazi Generali di Villa Pamphili. 
Citava Alessandro Baricco, il massimo livello culturale raggiungibile da un governo composto da Giggino Di Maio e Lucia Azzolina, sostenuto da Vito Crimi e Nicola Zingaretti, pompato sui media da Rocco Casalino. Conte vada a leggersi (proprio leggersi, non rileggersi) la “Commedia” di un antico collega di Baricco, e di codesto maestro largamente minore, tale Dante Alighieri. Canto trentesimo dell'Inferno, dove si parla di Sinone, che si lasciò catturare dai troiani e, con un falso racconto, li convinse a portare il cavallo di legno dentro la città. 
Vi dice niente? Chi pretende di convincere gli italiani della bontà dei prestiti europei che ci apprestiamo a richiedere con clausole capestro? Chi si infila i guanti di velluto per ficcare le mani nei nostri portafogli facendoci credere che ci convenga? Come no! Il cavallo di Troia si chiama patrimoniale, anche se le daranno un nomignolo accettabile, simpatico: potete scommettere che Casalino già ci pensa. 
Prima ci lasceranno andare in vacanza, ci ammorbidiranno un po', poi via il calcione. Quando? Mi sbilancio: a estate finita, diciamo fra settembre e ottobre, allora altroché autunno caldo del '69! A ridosso di Natale, prometteranno qualche altro miliarduzzo, daranno due o trecento euro alla gente col sedere per terra e diranno come oggi: «Stiamo reinventando il Paese!». E vai, Giuseppe! Nessuno ti ha mai eletto, hai presentato un curriculum farlocco, sei il re dell'apparenza e il dittatore degli italiani, che governi nonostante l'opposizione sia maggioranza. Che dire? Un fenomeno! 
Lo scopo dell'avvocato degli italiani (ipse dixit), che “ha lavorato senza risparmiarsi” (parole sue) agli Stati Generali di cui nessun giornale straniero ha parlato, è quello di tirare a campare all'infinito. E' un uomo di plastilina, altroché di ferro! Si è detto disposto a discutere anche con le opposizioni: al plurale, vorrebbe ricevere Salvini, Meloni e Berlusconi separatamente. «Chi è per decidere la composizione delle delegazioni?», si è chiesta la segretaria di Fratelli d'Italia. Certo, se Berlusca si presenterà con gli altri due avrà qualche difficoltà a benedire il Meccanismo europeo di sostegno, come va facendo da tempo. 
Si tratta di arrivare all'inizio del 2022, quando scadrà il mandato di Sergio Mattarella: il gioco degli scacchi è già cominciato, mai come questa volta sarà importante l'elezione del nuovo capo dello Stato: sovranista o europeista? Per un anno tutto il gioco politico ruoterà attorno al Quirinale. Gli italiani? Chi li conosce? Avete presente Alberto Sordi ne “I vitelloni”? «Lavoratori !!!», e via col gesto dell'ombrello. 
Perde ogni settimana più forza la spinta antieuropea di un'opposizione sfiancata dall'attesa di elezioni e dalla esorbitante capacità di rinviare di un governo ostaggio dell'Unione, che si prepara a ricevere l'ordine – diretto o indiretto – di rifornirsi dai suoi sudditi, questi sì davvero frugali. Volenti o nolenti. 
Fuggire, andarsene al più presto, se si può. E portare via tutti i risparmi: all'estero, se possibile, ma anche dentro il materasso o sotto un mattone, senza lasciarli a disposizione degli scippatori di Stato. 
L'alternativa è sperare in Valentina Nappi. Come chi è? La regina delle pornostar. Ha detto: «State rischiando di farmi entrare in politica». Rischiamo volentieri, bella di mamma: non sarai certo peggio di Giuseppe Settebellezze. Quanto a curve nemmeno parlarne.

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