Cultura

A concerto con Andrea Bacchetti nel Teatrino di Villa Medici Giulini

Un bomboniera da cento posti realizzata, pensando alla Scala di Milano, dalla pianista, mecenate e imprenditrice Fernanda Giulini 


17/12/2018

Capita, sempre più raramente, ma capita. Che un personaggio della borghesia milanese dia voce e respiro alla passione per la musica realizzando quello che non ti aspetti: un Teatrino che si propone alla stregua di una bomboniera, cento posti in tutto, ideato pensando alla Scala di Milano nell’ambito di una residenza rilevata dall’abbandono. Protagonista Fernanda Giulini: pianista di livello, collezionista, mecenate nonché, in un recente passato, prima guida - assieme al fratello Vittorio - del marchio Liolà, attivo nella moda. Una donna garbata e accattivante con interessi allargati anche all’arte decorativa e alla letteratura, “perché nella vita bisogna seguire - pur ascoltando gli altri - le proprie inclinazioni per essere felici”. 
Teatrino, si diceva, che fa parte di Villa Medici Giulini, una storica residenza che si trova in quel di Briosco, un paesotto a una manciata di chilometri da Monza, dove oggi tiene banco fra l’altro (all’insegna di chissà quanti anni di attenti restauri) quella che viene ritenuta la più importante collezione di fortepiani al mondo, in particolare viennesi e francesi, voluta dalla stessa Giulini. Una collezione di strumenti che racconta e sviluppa la storia del pianoforte moderno, seguendone la trasformazione dai cembali agli organi sino, appunto, ai fortepiani. 
Strumenti che ben si inquadrano nel contesto architettonico della struttura. Come nel caso del salone Zuccarelli - il cuore della Villa costruita nel 1643 per la famiglia Attendolo-Bolognini e acquistata alla metà dell’Ottocento dai Medici di Marignano - dotato di un’acustica straordinaria, ideale per la musica, e dove splendide tempere riprendono scene del paesaggio lombardo; come nel Salone Impero, caratterizzato dalle storie di Psiche, tipiche di quel periodo; come nella sala dell’Organo, dove il parallelo fra un organo veneto del Settecento e un pianoforte risulta evidente. 
Ma torniamo al Teatrino dove, in occasione di eventi particolari, vengono tenuti concerti sui citati strumenti storici, pronti a dare vita a suoni sempre nuovi, come se il tempo si fosse fermato. Regalando, fra passato e presente, una vera avventura musicale. Teatrino che rappresenta il completamento della dimora ed è dedicato in modo particolare, come accennato, alla musica. Come peraltro dimostra la lira inserita nella facciata e a fronte di un’acustica naturale ideale per i concerti. Fermo restando un grande pannello che rappresenta il mito di Orfeo e una illuminazione notturna che rende particolarmente suggestivi i viali adiacenti, dove la musica viene diffusa. 
Ed è appunto in questo Teatrino che si è svolto il Concerto di Natale, due ore filate di musica firmate da Andrea Bacchetti, uno dei nostri pianisti di punta, che in Italia e all’estero è stato ospite dei più prestigiosi eventi musicali. Lui che aveva debuttato ad appena 11 anni e che oggi, arrivato a quota 41, si propone - all’insegna dell’umiltà - personaggio da copertina, pronto a dialogare con i presenti e a soddisfare, piacevolmente, le loro curiosità. 
Nemmeno a ricordarlo, a questo apprezzato artista Fernanda Giulini ha messo a disposizione un Erard del 1853 (da dove è sprigionata la musica trascinante di Wolfgang Amadeus Mozart), un Steinway del 1926 (sul quale Bacchetti si è impegnato in tre suite scritte da quel genio che fu Johann Sebastian Bach) e un Pleyel del 1852, che ha esaltato una discussa composizione di Gaetano Rossini, e più precisamente la Tarantella pur sang (avec la traversée de la procession).

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