Cultura

A Roberto Andò, con “Il bambino nascosto”, il 48° Premio letterario internazionale Isola d’Elba - R. Brignetti


14/09/2020

Roberto Andò con il giornalista Bruno Liconti

Il bambino nascosto di Roberto Andò, edito da La nave di Teseo, è il romanzo che si è aggiudicato la 48^ edizione del Premio letterario internazionale Isola d’Elba - Raffaello Brignetti. A renderlo noto Alberto Brandani, presidente della Giuria, il quale ha tenuto a precisare che questo lavoro “è una delle sorprese narrative più gratificanti dell’anno letterario in corso”, in quanto “forte, tenero e compatto”. 
La cerimonia di premiazione si è tenuta a Portoferraio, presso il Museo archeologico della Linguella, condotta dal giornalista e conduttore del TG1 e Uno Mattina, Marco Frittella, e dalla showgirl Valeria Altobelli, finalista di Tale e Quale Show
Dopo Il trono vuoto (vincitore del Premio Campiello Opera Prima), Roberto Andò è tornato ora sugli scaffali con un romanzo di ribellione e riscatto, incentrato sull’incontro folgorante tra un bambino e un maestro di pianoforte. In buona sostanza, ambientata in una Napoli ritrosa e segreta, una storia di iniziazione alla vita adulta, che ha lo sguardo luminoso di due personaggi indimenticabili.


Per la cronaca Andò, nato a Palermo l’11 gennaio 1959, si propone, oltre che come scrittore, anche come quotato regista e sceneggiatore. La sua formazione ha radici nella letteratura (centrale il suo rapporto d’amicizia con Leonardo Sciascia - suo mentore - che lo spinge a scrivere, introducendolo giovanissimo nel mondo delle collaborazioni giornalistiche) e nel cinema, dove più tardi compirà il suo apprendistato facendo da assistente a Francesco Rosi (che considera il suo maestro), Giacomo Battiato, Federico Fellini (E la nave va), Michael Cimino (Il Siciliano), Francis Ford Coppola (Il Padrino parte III). 
Il suo esordio nella regia avviene però a teatro, nel 1986, con uno spettacolo tratto da un testo inedito affidatogli da Italo Calvino, La foresta-radice-labirinto, una favola filosofica, messa in scena con i bozzetti di Renato Guttuso e la musica di Francesco Pennisi. Successivamente si sarebbe dedicato al documentario con Memory-Loss (1994) e Per Webern - Vivere è difendere una forma (1996), entrambi presentati alla Mostra del cinema di Venezia. 
Che altro? Negli anni dal 1990 al 1995 ha ricoperto il ruolo di direttore artistico delle Orestiadi di Gibellina e dal 1995 al 2000 quello del Festival di Palermo sul Novecento. Nel 1995 ha inoltre presentato, sempre alla Mostra del cinema di Venezia, il suo primo lungometraggio: Diario senza date. Ambientato a Palermo il film, inizialmente commissionato da Rai Tre come un reportage, mescola saggio, documentario e finzione, ricercando nelle confessioni di personaggi veri e d’invenzione la chiave per penetrare la città e i suoi misteri. 
Questo film sarebbe piaciuto molto al regista Giuseppe Tornatore, che avrebbe proposto ad Andò di dedicarsi con ulteriore impegno al cinema. Risultato? Il manoscritto del Principe, interpretato da Michel Bouquet e Jeanne Moreau. Un film incentrato sugli ultimi quattro anni di vita di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, periodo in cui scriverà Il Gattopardo, che vincerà un Nastro d’argento come migliore produzione, nonché il premio Fellini e il premio Sergio Leone per la regia, oltre a incassare la nomination come miglior regista ai David di Donatello. A seguire una attività ricca di premiate regie d’opera e teatrali, oltre che di produzioni per il grande schermo. E non solo.

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