Cultura

"Se i pesci guardassero le stelle" i lettoriā€¦ potrebbero sognare

Una storia - raccontata dal sanremese Luca Ammirati - che si addentra fra le nostre speranze. Facendo attenzione a non farci troppo male


11/02/2019

di Arne Lilliput


Una voce nuova della nostra narrativa che ha qualcosa da dire; una penna che “non ha paura di raccontare, con profonda tenerezza, sentimenti e incertezze di un’intera generazione”: quella di Luca Ammirati, nato a Sanremo nel 1983, una figura che tiene banco come responsabile interno della sala stampa del Teatro Ariston, dove ogni anno si svolge il Festival della canzone italiana. Un teatro che, a suo dire, rappresenta per lui una seconda famiglia, luogo di risate ed esperienze professionali, dove “lo spettacolo non è soltanto quello del palcoscenico”. 
Del quale Ammirati la DeA Planeta ha dato alle stampe Se i pesci guardassero le stelle (pagg. 330, euro 16,00), un romanzo sulle aspirazioni inappagate delle nuove leve, sui sentimenti frustrati, sugli strani percorsi dell’amore. Raccontati con un tono piacevole quanto intrigante, attraverso frasi brevi e continui cambi di ritmo. Di fatto una buona prova, benché si debba confrontare con qualche modesta sbavatura, in altre parole peccatucci veniali dei quali l’autore saprà tenerne conto nel suo prossimo libro. Perché un bis è certamente auspicabile. 
Ma veniamo a spizzichi di trama. Samuele Serra ha trent’anni tondi tondi, una gran voglia di essere felice e, a volte, la fastidiosa sensazione di proporsi come un pugile salito sul ring e suonato ben bene. Con la preoccupazione al seguito di girare a vuoto, proprio come fa Galileo, l’amico “molto speciale” con il quale si confida ogni giorno. Sognatore nato, sfortunato in amore, Samuele vorrebbe diventare un creativo pubblicitario, ma i suoi progetti vengono puntualmente bocciati (come nel caso del recente rifiuto di una sua proposta per il lancio di un nuovo prodotto farmaceutico contro il mal di testa). Logico quindi che, per sbarcare il lunario, sia costretto ad arrangiarsi in qualche modo. 
Così di giorno si dà da fare come reporter precario e malpagato di una testata online (confrontandosi con un direttore, Sergio Berti, che ha ripudiato dal proprio vocabolario la parola buongiorno e non ha mai digerito il salto dalla carta stampata all’editoria digitale), mentre la sera soddisfa il proprio animo poetico facendo la guida per i visitatori del piccolo Osservatorio astronomico di Perinaldo, sopra Sanremo: un luogo magico per guardare le stelle, ma anche per esprimere desideri. 
E guarda caso proprio del Comune di Perinaldo, dove tiene banco il citato Osservatorio Gian Domenico Cassini, Luca Ammirati è stato assessore alla Cultura. La qual cosa gli ha consentito di dare voce come si conviene alle atmosfere, agli umori della gente e ai “sapori” di quell’appartato angolo di paradiso. Il posto ideale, appunto, per sognare. “Dove - tiene peraltro a precisare con una punta di modestia - non posso promettere ai lettori di incontrare l’amore della loro vita, ma di sicuro una magia maggiore di quella che ho provato a raccontare”. 
Detto questo, torniamo al dunque. Succede che proprio in questo luogo speciale Samuele, che si racconta in prima persona, incontri la notte di San Lorenzo - la notte delle stelle cadenti, la notte dei desideri - una misteriosa ragazza, che dice di chiamarsi Emma e di fare l’illustratrice di libri per bambini. Secondo logica narrativa ne rimane folgorato e la invita a cena, “ma è notte fonda e commette il più imperdonabile degli errori: si addormenta”. 
Quando si risveglia, Emma è scomparsa nel nulla. Ma allora, anche volendolo, come farà a trovare una persona della quale non sa nulla, se non il suo nome? Non sarà, questo, l’ennesimo sogno soltanto sfiorato? 
In un tempo in cui persino l’amore sembra un lusso che non possiamo permetterci, questo romanzo di Luca Ammirati “ci ricorda che per realizzare i nostri desideri è necessaria un’ostinazione che somiglia molto alla follia. E che a volte bisogna desiderare l’impossibile, se vogliamo che l’impossibile accada”. Fermo restando un amaro interrogativo: “Come si vive dentro i nostri sogni senza farci troppo male?”. 
E, a proposito di fantasie, ecco l’editore riportare un giudizio sul lavoro di Ammirati (“Una storia incantevole, che fa sognare e riempie il cuore!”) da parte di Nicolas Barreau. Perché parliamo di fantasia? Perché Barreau si propone come uno scrittore immaginario, al quale sono attribuiti otto romanzi d’amore pubblicati dalla casa editrice tedesca Thiele & Brandstätter. Con un colpo da maestro rappresentato dalla sua terza volta in libreria, quando ha pubblicato Gli ingredienti segreti dell’amore, un libro che ha venduto solo nel suo Paese oltre 150mila copie ed è stato ai vertici delle classifiche italiane per alcuni mesi.

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