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“Racconti dalla quarantena”: la davvero strana solidarietà teutonica


11/05/2020

di GIANNI MONDUZZI


Non bastava l’Olanda a mettere i tulipani tra le ruote alla solidarietà europea. Ci si è messo pure il virus a fare lo sconto ai tedeschi, che hanno una pellaccia e stanno guarendo alla grande. Dunque, per loro, il virus non è più un problema “europeo”. Anzi… Alla lunga, vista la lentezza nella guarigione degli “amici mediterranei”, potrebbe rivelarsi vantaggioso per la dominazione finale sul continente. E i giudici di Karlsruhe non potevano far finta di niente. 
Dunque, la Corte costituzionale tedesca ha sentenziato che la Banca centrale europea sta facendo qualcosa che non dovrebbe: salvare l’euro e, con l’euro, tutte le nazioni d’Europa. 
La Corte costituzionale fa il suo dovere: difende la costituzione della Repubblica Federale di Germania. Scopriamo così che i tedeschi hanno una costituzione per difendersi da se stessi, qualora avessero un attimo di cedimento umano: non possono aiutare il prossimo, per statuto. Una specie di antivirus preventivo contro una pandemia di solidarietà. 
Pare impossibile che un tedesco possa avere un momento di debolezza, eppure l’antico legislatore teutonico, scampato al processo di Norimberga, ha messo le mani avanti. 
Temendo un rammollimento dei tedeschi posteri (non si sa mai, stando in combutta con un mondo umano…) ha ingessato il tedesco-pensiero. Tutto ciò che puzza di aiuti al nemico… volevo dire al prossimo: nein! 
Non si aiuta nessuno. Se il tedesco moderno civilizzato vacilla, intenerito dalla pandemia, la costituzione lo richiama a ritrovare la sua vera natura. Aiutare il prossimo è in conflitto con la determinazione costituzionale: di annientarlo.

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