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“Racconti dalla quarantena”: Appunti senza fissa dimora


06/07/2020

di GIANNI MONDUZZI


Chi è già agli arresti domiciliari, come pena alternativa al carcere, dovrà detrarre quelli della quarantena dal computo dei giorni da scontare? Comunque sia, sono contento di non essere stato un criminale. Non mi piace la vita che gli tocca fare. Avevamo tanti contatti, senza spostarci. Forse è così anche in paradiso: basta essere sulla frequenza spirituale giusta e che il Sistema Operativo Celeste funzioni. 
Ma tutti questi contatti, in definitiva, valevano la pena… o era solo gente alla ricerca di un orecchio in ascolto? Se uno non si sente bene, stando solo, forse è perché non gradisce la compagnia… Intendo dire la sua… e se non piace neppure a se stesso deve farci sopra un pensierino. 
Quelli invece innamorati di se stessi dovrebbero star contenti, giacché saranno di certo ricambiati. Che vogliono ancora… la nostra convalida? 
È in atto - ce ne siamo resi conto - una selezione della specie, col virus, e per analogia si selezionano gli amici. Inizi così a scartare quelli che ti telefonano solo per raccontarti le loro belle imprese; quelli che parlano, a raffica, in un soliloquio, e non ti lasciano dire. Purtroppo devi ascoltarli per forza, finché non gli blocchi il numero sul telefonino. Anche perché ti sei stufato di essere il loro psicologo gratuito. O meglio, di essere la cloaca del loro sfogatoio. 
Sono pochi quelli che vogliono realmente sapere come stai. Sono pochi, ma bastano. Teniamoceli cari.

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