Cultura

"L'estate dell'innocenza", quando improvvisamente cambia ogni cosa

Torna sui nostri scaffali la spagnola Clara Sánchez regalandoci un nuovo affresco legato alla magia di essere bambini


01/07/2019

di Valentina Zirpoli


Un nome che non ha bisogno di presentazioni, e non solo in Italia: un Paese che sembra aver adottato in abbinata al lievitare dei suoi lettori e dove ha venduto due milioni di copie. Stiamo parlando di Clara Sánchez, nata a Guadalajara il primo marzo 1955 e ora residente a Madrid. Un’autrice capace di conciliare una scrittura leggera e profonda al tempo stesso, abile nel fare suoi i disagi esistenziali che negli ultimi anni si sono andati dilatando a dismisura, attenta a declinare le diverse facce dell’inganno in campo sentimentale e familiare. Avvalendosi di un linguaggio mediato dalla percezione emozionale (“L’emozione è il motore della scrittura”) che trova riscontro e si rispecchia nel vivere quotidiano. In parte mutuato dal Giro di vite di Henry James, ma anche dal “modo di raccontare di Natalia Ginzburg e Alice Munro”. 
Con i migliori sussulti creativi legati, per quanto possa sembrare strano, al post-pranzo, insomma al momento della digestione. “Perché - a suo dire - è come se in quel momento iniziasse a funzionare un pensiero laterale”. 
Lei che è stata l’unica donna ad aver vinto in Spagna i tre maggiori premi: l’Alfaguara con La meraviglia degli anni imperfetti, il Nadal con Il profumo delle foglie di limone (un lavoro che nel 2000 le aveva spalancato le porte del successo internazionale) e il Planeta con Le cose che sai di me. Riconoscimenti che sono stati “come una stretta di mano, una pacca sulla spalla, un invito a proseguire sulla strada intrapresa”. Lei che in Italia è stata “adottata” da Garzanti, la sua casa editrice di riferimento, che ha dato alle stampe, oltre ai citati libri, anche La voce invisibile del vento, Le mille luci del mattino, Entra nella mia vita, Lo stupore di una notte di luce, La forza imprevedibile delle parole, L’amante silenzioso e, ora, L’estate dell’innocenza (pagg. 164, euro 18,60, traduzione di Enrica Budetta). 
Un romanzo “poetico, delicato e vero al tempo stesso. Un affresco romanzato della vita, di quelli che hanno fatto di Clara Sánchez una scrittrice amata e apprezzata in tutto il mondo”. Richiamando la giovinezza e i ricordi. “Perché tutti siamo stati bambini. Tutti siamo stati innocenti. Tutti ricordiamo l’attimo in cui abbiamo fatto un passo in più: un passo verso il futuro, qualunque cosa potesse significare”. 
Insomma, miscelando i sogni questa storia si rifà ai tempi andati, quando improvvisamente qualcosa cambia, forse definitivamente. Giocando sui luoghi, sui fatti e sulle persone. Partendo, e qui veniamo alla sinossi, da una considerazione: “C’è un’età della vita in cui sono gli altri a scegliere, perché ancora non si è in grado di farlo da soli. È la magia dell’essere bambini, il segreto che si nasconde dietro l’innocenza di quegli anni. Così è per Isabel durante le vacanze estive dei suoi dieci anni, in compagnia del mare della Costa Brava che brilla di mille puntini all’orizzonte e della sua famiglia un po’ fuori dagli schemi: donne tenaci, indipendenti e un po’ nevrotiche, che non si sono mai rassegnate al ruolo di mogli e di madri. Sua mamma non ha peli sulla lingua ed è in cerca di protezione più che offrirne. Olga, la zia preferita, è come avvolta da un’aura di luce, colta e sofisticata, e la trascina in un mondo fatto di abiti di seta e balli. In loro, Isabel vede la donna che vuole diventare. In loro, intravede, senza capirlo appieno, l’equilibrio sottile delle relazioni con gli uomini, fatto di amore e, talvolta, dolore”. 
E, mentre suo padre sembra non interessarsi di nulla, “ridotto a una pura presenza fisica, lo zio Albert le chiede il vero motivo per cui da grande vorrebbe fare la scrittrice ed è l’unico a dirle che la vita non è come appare: né migliore né peggiore, ma diversa. Isabel è solo una bambina ma, in quell’estate, qualcosa comincia a cambiare. Una crepa scheggia la sua innocenza portandola lontano dall’infanzia. Il ricordo delle onde, della sabbia sui piedi resteranno per sempre nel suo cuore, insieme al sapore di un’età in cui tutto è possibile, ma al contempo si fa strada in lei la consapevolezza che crescere vuol dire cambiare corpo, voce e volto per mille volte”. 
L’estate dell’innocenza è una nuova perla che Clara Sánchez regala ai suoi lettori (ai quali parla in maniera diretta, quasi familiare), attingendo a una intelligente espressività narrativa, leggera e profonda al tempo stesso, spesso incentrata sul tema dell’adolescenza. Riuscendo a dare voce a luoghi e personaggi come pochi altri sanno fare. 
Forse memore di quando, da piccola, aveva un tata ipovedente. E il suo compito era quello di descriverle il mondo che la circondava. “Così mi divertivo a infiocchettare il racconto con una buona dose di invenzione. La qual cosa mi avrebbe aiutato nel momento stesso in cui decisi di dedicarmi alla scrittura. In quanto l’inventiva deve vestire di realtà anche le menzogne. Insomma, mi davo un gran da fare sin quando esagerai, con quella tata, descrivendole un paesaggio sotto la neve. Peccato che fossimo in piena estate…”.

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