L'Editoriale

Come cancellare gli errori

Si vota tra un anno e occorre agire con determinazione, per far risorgere nel Paese sicurezza, crescita e indipendenza energetica


27/04/2026

di Mario Pinzi


La scena si apre su un equilibrio fragile, quasi sospeso. Il Governo guidato da Giorgia Meloni appare oggi attraversato da una tensione silenziosa ma evidente: due scelte strategiche, il referendum e il mancato sostegno a Donald Trump per la liberazione dello stretto di Hormuz, hanno incrinato una traiettoria che fino a poco tempo fa sembrava più solida.
Sul fondo, un contesto internazionale instabile.
La guerra non è solo un evento lontano: è un’onda che arriva fino alle tasche delle famiglie, ai bilanci delle imprese, alla fiducia dei consumatori.
Porta con sé incertezza, e l’incertezza, si sa, paralizza.
È proprio in questo scenario che si gioca la vera partita.
Non sulle dichiarazioni, ma sulle scelte concrete.
Serve costruire una sovranità reale, tangibile: stipendi più alti, capaci di restituire respiro alle famiglie, e una riduzione fiscale significativa per le imprese del Made in Italy, così da rimettere in moto il cuore produttivo del Paese.
I numeri raccontano una storia sottile, quasi trattenuta. Secondo Confcommercio, l’economia cresce, sì, ma con passo corto: +0,3% su base mensile, +1,3% su base annua.
Nel primo trimestre del 2026 il PIL segna un +0,3%, con una crescita tendenziale dello 0,8%. Non è stagnazione, ma nemmeno slancio. È una dinamica fragile, che può spegnersi o accelerare — tutto dipende dalle leve che verranno azionate.
Le leve sono chiare: salari e tasse.
Due strumenti che, se utilizzati con decisione, possono non solo riattivare i consumi interni, ma anche assorbire gli errori strategici compiuti.
Possono trasformare una fase difensiva in un’opportunità politica, fino a diventare il perno su cui costruire la vittoria elettorale del 2027.
Ma la campagna politica non si muoverà solo sul piano economico.
Sullo sfondo, infatti, emergono ombre più oscure.
Le testimonianze riportate dal quotidiano britannico Daily Mail parlano di abusi atroci sulle donne nella Striscia di Gaza, sotto il controllo di Hamas: racconti in cui il cibo diventa strumento di ricatto, merce di scambio per violenze indicibili.
Sono immagini dure, difficili da ignorare, e chi guiderà la campagna elettorale dovrà decidere come usarle: non come semplice leva emotiva, ma come chiave narrativa per mostrare cosa accade quando la miseria e l’assenza di ordine sfociano nella barbarie.
Alla fine, però, tutto torna lì. All’economia.
Alla quotidianità degli italiani, alla capacità di trasformare numeri freddi in benessere percepito.
Perché sarà su questo terreno — quello dei consumi, degli stipendi, delle tasse — che si giocherà davvero la partita.
Ed è lì che si deciderà se questo Governo sarà ricordato per i suoi errori… o per la sua capacità di rimediare.

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