Cultura

"44 gatti in noir", a fronte di 49 autori, per ricordare Marco Frilli

E, con l’occasione, la casa editrice genovese si rinnova nella grafica e nel formato. Dando voce a una nuova collana battezzata SuperNoir Bross


25/02/2019

di Arne Lilliput


Marco Frilli, un personaggio che ha lasciato il segno non solo nel campo dell’editoria (a lui è dovuta, nel 2000, la nascita della Fratelli Frilli di Genova), ma anche in quello della critica (costruttiva), della creatività (attraverso i suoi consigli mirati) nonché della vicinanza agli autori e soprattutto alla famiglia (per lui un punto di riferimento). Un personaggio fuori dalle righe che, sino alle sue ultime battute di vita, ha saputo regalare entusiasmo e note di speranza a chi gli stava vicino. 
I primis i figli Carlo e Giacomo, che stanno portando avanti il progetto paterno con entusiasmo e spirito di sacrificio. In quanto, come si sa, la vita dei piccoli editori (anche se la Frilli, con la sua cinquantina di titoli all’anno, si colloca nella fascia editoriale medio-alta) non è certo costellata solo di rose e fiori. 
Di fatto una realtà, specializzata nella pubblicazione di romanzi gialli, noir e non solo, che sta via via allargando i suoi orizzonti distributivi. Sempre puntando su scrittori di un certo livello che, una volta lanciati sugli scaffali delle librerie, si sono in parte accasati ai piani alti dell’editoria (come Dario Crapanzano, Bruno Morchio e Maria Masella). La qual cosa, pur rappresentando una perdita, si traduce anche nella soddisfazione di aver saputo guardare lontano nel giudicare un autore. 
Ed è appunto nel ricordo di Marco Frilli, per molti il “Grande Capo”, che 49 autori, a fronte di quarantaquattro storie, hanno dato voce a una nuova antologia di racconti a lui dedicati e intitolata 44 gatti in noir (pagg. 200, euro 14,90). Una iniziativa che ha anche intenti benefici, in quanto una parte dei proventi delle vendite di questo volume sarà devoluta all’Associazione di volontariato Amore Vero, una non profit che si occupa di animali. 
Per la cronaca, l’attività della Fratelli Frilli era iniziata - quasi per caso - con la pubblicazione di due libri-denuncia: il romanzo Il Sindaco. L'avventura politica di un medico del pediatra Paolo Cornaglia Ferraris, già autore di saggi e articoli di denuncia sul mondo della sanità, e La Mala-Ricetta scritto “da un anonimo informatore farmaceutico che aveva deciso di denunciare il sistema utilizzato dalle industrie farmaceutiche per la diffusione dei loro prodotti”. A seguire - a fronte di una buona dose di lungimiranza - la nostra premiata ditta avrebbe puntato nel 2001, subito dopo i fatti del G8 di Genova, sul libro Le quattro giornate di Genova, a cura di Raffaello Bisso e Claudio Marradi, che, premiato dalle vendite, avrebbe fatto conoscere il marchio Frilli al grande pubblico, finendo anche in prima pagina sui quotidiani nazionali. 
Un successo che avrebbe consigliato a proseguire su questa strada, peraltro differenziando la produzione, che sarebbe arrivata a comprendere collane storiche, fotografiche e, soprattutto, romanzi gialli e noir, spesso caratterizzati da una forte connotazione geografica. 
Detto questo, veniamo alle note editoriali che accompagnano la pubblicazione di 44 gatti in noir. Note che puntano, all’insegna dell’ironia, sui nostri amici a quattro zampe, annotando: “Chi ha la fortuna di coabitare con amici dalle sette vite certo conosce la loro passione per le parole, che siano già stampate o in composizione: non appena si abbandona un libro o la tastiera del pc, anche per qualche secondo, ecco che immancabilmente i nostri compagni pelosi vi ci si sdraiano sopra, fino a spingersi come Cattarina, la micia del nostro nonno putativo Edgar Allan Poe, a prendere forma di colli di pelliccia sulle spalle di chi legge o crea”. 
Nel nostro caso, comunque, i gatti “non si possono certo lamentare di non aver ricevuto le dovute attenzioni: in quarantaquattro storie noir, 49 talentuosi autori (Frilli e non solo) li hanno resi attori protagonisti o caratteristi indispensabili, interpreti declinati in tutte le sfumature caratteriali proprie dei piccoli felini, apparentemente imperscrutabili e spiazzanti, che vanno dal nero di una notte omicida al rosa dell'amore riconoscente che solo gli animali sanno sempre incondizionatamente dare”. 
Insieme a loro, come si diceva, “investigatori (e non solo) nati dal connubio tra fantasia e inchiostro incontrano Marco Frilli, che gli autori (suo figlio Carlo compreso, che ha dato vita a un racconto intitolato Lo scherzo del diavolo) hanno avuto la capacità di ricordare non con elogi retorici, ma rendendolo ancora vivo e pieno di verve. Perché, come sosteneva Pablo Picasso, “tutto ciò che puoi immaginare è reale”. 
Per farla breve: una raccolta di brevissime storie, diverse le une dalle altre per ambientazioni e personaggi, da non perdere.

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